Un immobile del quartiere Sacca di Modena, confiscato alla criminalità organizzata e destinato all’amministrazione comunale per finalità sociali, sarà riqualificato e reso di nuovo fruibile dai cittadini, con l’obiettivo di rivitalizzare la zona e contribuire a migliorare la vivibilità, con benefici per l’intero quartiere. Saranno i cittadini stessi, attraverso un percorso di progettazione partecipata, a definire nel dettaglio le finalità e le modalità di gestione dell’immobile una volta terminati i lavori di riqualificazione. E proprio l’avvio pubblico del percorso partecipato è al centro dell’incontro oggi nell’Aula Magna della scuola secondaria “Guglielmo Marconi” di Modena, con l’intervento dell’assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni.
Il progetto, che ha un costo complessivo di 155mila euro, di cui 122mila finanziati con un contributo regionale, è frutto di un accordo tra Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena, Tavolo della Legalità e Anbsc (Agenzie Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) e prevede una serie di passaggi.
Il primo è la riqualificazione dell’immobile, su cui sono necessari interventi strutturali, in modo da renderlo fruibile una volta terminati i lavori. Il secondo passaggio, che è il cuore del progetto al centro dell’incontro pubblico del 5 aprile, è l’avvio di un percorso di progettazione partecipata che coinvolga la comunità e il territorio, e che servirà a definire le proposte per il riutilizzo dell’immobile una volta riqualificato, e che si concluderà con l’assegnazione della gestione dell’immobile sulla base delle idee progettuali emerse.
“Il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati- dichiara l’assessora Mazzoni– è lo strumento con cui intendiamo promuovere i valori della giustizia sociale, restituendo ai territori un patrimonio immobiliare riqualificato, trasformandolo in un’opportunità di sviluppo locale e un simbolo di legalità. Nel caso di Modena si conferma anche l’opportunità di sperimentare la partecipazione attiva dei cittadini nella definizione delle funzioni dell’immobile, anche individuando modelli innovativi di gestione”.
Per favorire una maggiore consapevolezza del fenomeno della criminalità organizzata il progetto di Modena prevede anche incontri con la cittadinanza, itinerari didattici rivolte alle scuole del territorio e momenti di informazione pubblici. In questo contesto rientra il Premio di Studio del Comune di Modena “Legalità e Territorio”, giunto alla sesta edizione, che assegna un riconoscimento in denaro agli studenti universitari più meritevoli per studi e approfondimenti su tematiche connesse ai temi della criminalità organizzata, tra cui usura, lavoro irregolare, reati ambientali, gioco d’azzardo.
I beni immobili confiscati in Emilia-Romagna
L’Emilia-Romagna è oggi la terza regione del Nord Italia per numero di beni immobili confiscati. E di questi, quasi una cinquantina sono già stati assegnati lo scorso anno alle amministrazioni locali nelle sole province di Parma e Reggio Emilia, un volume superiore al complesso di beni immobili a oggi recuperati nell’intero territorio regionale. Dal 2011, la Regione è intervenuta su 34 beni immobili destinati a enti locali con un contributo regionale di oltre 7,2 milioni di euro, per favorirne il riutilizzo per finalità sociali.