Rivitalizzare i centri storici e le periferie delle città, compresi i piccoli comuni delle aree interne e dell’Appennino, innovando, qualificando la rete commerciale e migliorando i servizi ai cittadini.
Entra nel vivo la nuova legge regionale sul commercio. Sono infatti 63 le domande di riconoscimento degli hub urbani e di prossimità arrivate alla Regione da parte di 44 Comuni. Dopo l’esame di un apposito nucleo di valutazione tecnico, gli hub potranno essere iscritti all’elenco regionale e concorrere all’assegnazione dei previsti contributi regionali per interventi di riqualificazione, sviluppo e promozione.
Ma non solo, la Regione ha anche riaperto i termini per la presentazione delle domande di contributo per la realizzazione degli studi di fattibilità: a diposizione ci sono 1,5 milioni di euro per l’anno 2025. I Comuni possono già presentare domanda. Il termine ultimo è stato fissato al 30 giugno.
“Le domande arrivate sono un segnale positivo dell’attenzione degli Enti locali e delle associazioni di categoria per la nuova legge regionale. Diverse le domande ricevute con proposte in tutte le province della regione – ha sottolineato l’assessora al Turismo e commercio, Roberta Frisoni – un ottimo risultato considerato che siamo all’avvio di questo percorso a cui siamo certi anche altri Comuni potranno aderire candidandosi per redigere gli studi di fattibilità e per il riconoscimento di ulteriori hub. Questo è il motivo per cui abbiamo stanziato nuove risorse per permettere ulteriori studi di fattibilità, dopo quelli già finanziati nel 2024. Al tempo stesso siamo ora al lavoro per valutare le proposte ricevute e progettare il bando che assegnerà le risorse per attuare le iniziative dei territori. Le attività commerciali rappresentano un fondamentale presidio non solo economico, ma anche sociale per le nostre città, per contrastare degrado, abbandono, spopolamento e garantire ai cittadini servizi di qualità”.
I nuovi hub urbani e di prossimità
Complessivamente su 63 domande arrivate alla Regione al 31 marzo – la prima scadenza prevista dalla legge regionale – 47 riguardano il riconoscimento di hub urbani, per lo più nei centri storici e comunque nelle aree più centrali delle città; 16 si riferiscono agli hub di prossimità, vale a dire aree di solito più periferiche, vicine ai luoghi di abitazione e di lavoro per rispondere alle esigenze quotidiane delle persone.
In provincia di Bologna le domande arrivate riguardano 6 Comuni per 7 hub; in provincia di Forlì-Cesena, 5 Comuni per 9 hub; in quella di Ferrara 4 Comuni e 6 hub; in quella di Modena 10 Comuni e 13 hub. Passando al territorio della provincia di Piacenza, 3 Comuni hanno presentati domande per 3 hub, nel Parmense 4 Comuni per 4 hub; nel Ravennate 2 Comuni per 2 hub. In provincia di Reggio Emilia 7 i Comuni e 13 gli hub, in quella di Rimini, 3 i Comuni e 7 gli hub.
Entro la fine dell’anno uscirà un bando regionale al quale i Comuni potranno concorrere per lo sviluppo degli hub, un volta definiti i criteri e le modalità per la partecipazione. Previsto un investimento complessivo di oltre 15 milioni di euro per finanziare le attività degli hub che saranno riconosciuti e per supportare i Comuni nella redazione di nuovi studi di fattibilità.
Gli studi di fattibilità
Dopo l’ottimo risultato del bando del 2024, la Regione rilancia e riapre i termini – fino al 30 giugno – per la presentazione di nuovi studi propedeutici al riconoscimento ed alla realizzazione di ulteriori hub urbani e di prossimità. Le risorse a disposizione salgono a 1,5 milioni di euro e i contributi previsti non potranno superare il 50% della spesa ammissibile per i Comuni con popolazione superiore a 50 mila abitanti e il 70% per i Comuni con popolazione fino 50mila abitanti. In ogni caso il contributo assegnato non potrà superare i 25mila euro, misura che potrà essere incrementata di un ulteriore 20% per ogni ulteriore hub da parte dello stesso Comune e comunque fino ad un contributo massimo complessivo di 40milaeuro.
Nell’esame delle domande verrà data priorità a quelle presentate dai Comuni che non hanno ricevuto contributi con la precedente assegnazione.