Proseguono anche ad aprile le iniziative, organizzate dall’assessorato al Welfare e Pari Opportunità e dall’assessorato alla cultura del Comune di Guastalla nell’ambito della rassegna “La forza delle donne per costruire il futuro”, che hanno arricchito il mese di marzo con una serie di appuntamenti, fra incontri, convegni, mostre e spettacoli per celebrare il ruolo della donna nella storia e nella società.

 

Sabato 5 aprile alle ore 17.00 sarà inaugurata la mostra “L’amore malato”, a cura del Rotary Club di Guastalla, con le opere dell’artista Gino Tonello, che si potrà visitare fino a lunedì 21 aprile nelle Sale dell’Ottocento di Palazzo Ducale.

Subito dopo, alle ore 17,30, presso la Sala del Camino si terrà il Convegno “La violenza sulle donne e la violenza di genere”. Dopo i saluti istituzionali del Presidente del Rotary Ardilio Magotti, del sindaco di Guastalla Paolo Dallasta, del Presidente dell’Unione Bassa Reggiana Roberto Angeli e dell’assessore al welfare del Comune di Guastalla Alessandra Medici, interverranno: la Dott.ssa Maria Rosaria Palmigiano, Psicologa e criminologa consulente della Procura e del Ministero della Giustizia; Luigi Regni, Colonnello dell’Arma dei Carabinieri in congedo; la Dott.ssa Serena Pietralunga, referente Percorso Violenza di Genere del Pronto Soccorso di Guastalla; la Dott.ssa Alessandra Campani, rappresentante dell’Associazione “NON DA SOLA”, con la partecipazione di Elena Carletti e Andrea Costa, consiglieri della Regione Emilia Romagna. Modera Enrico Fedocci, giornalista del TG5.

 

L’AMORE MALATO” IN MOSTRA

Gli occhi di una donna, che ha ha subito violenza, sono occhi che assorbono, annientano. Sono occhi lacerati che non vedranno più la vita con gli stessi colori, sono prigioni con grate impenetrabili da cui non si può evadere. Sono questi sguardi ad aver stimolato Gino Tonello a raffigurare gli orrori della violenza contro le donne, i volti tumefatti, le ferite profonde e le cicatrici, ma anche la bellezza di donne illuminate, fiere e consapevoli della propria forza.

L’AMORE MALATO” è una mostra sorprendente, di provocazione e di denuncia sul fenomeno della violenza di genere. Le donne di Gino Tonello non hanno gli occhi. Hanno palpebre cicatrizzate, fessure lacrimanti, squarci di oscurità che coprono lo spazio di occhi che non esistono perché sono specchi di anime rubate. Sono occhi bui, profondi, impenetrabili ma allo stesso tempo eloquenti: raccontano storie di vita, di amori delusi e di tragedie. Eppure tali trasfigurazioni non intaccano la grazia di queste figure che mantengono, tra una ferita e uno sfregio, i lineamenti gentili della femminilità. A renderle espressive, nonostante gli occhi strappati e le bocche cucite, è la pittura di Tonello, capace di irradiare sensazioni vitali con i colori stesi ed addensati sulla tela in tutta la loro matericità e fisicità. Una pittura irruente, ma al contempo rispettosa della delicatezza e della sensibilità che questo argomento richiede.

Gino Tonello è un artista impegnato, socialmente e culturalmente, che ha deciso di indirizzare la sua creatività anche a fini sociali, considerando l’arte una missione, uno strumento per migliorare i rapporti umani, per rendere maggiormente solidale il mondo in cui viviamo, sempre più segnato dall’indifferenza e dall’individualismo. Da circa un decennio, ha focalizzato la sua attenzione su un solo tema, quello della violenza sulle donne, che ha definito con una connotazione carica di contenuti psicologici e introspettivi: l’Amore malato. E per trattare un tema così delicato e attuale adotta il silenzio di bocche e occhi chiusi, con una tecnica mista tra pittura e manifattura, con tagli, cuciture a filo d’ago, uso di acrilici, smalti, tempera e altri materiali. Tutte le sue opere sono un unicum, una diversa dall’altra, senza mai ripetersi. Questo perché all’origine di ogni singolo manufatto c’è una storia vera, realmente accaduta, cui Tonello si è ispirato.

“L’Amore Malato” vuole essere un manifesto contro ogni forma di violenza di genere e si prefigge, attraverso l’uso del linguaggio universale dell’arte, di sensibilizzare ed educare le persone al rispetto e alla tolleranza.

 

L’ARTISTA

Gino Tonello nasce nel 1961 in provincia di Padova e si diploma all’Istituto Statale d’arte di Cittadella. Negli anni Ottanta dedica la sua attività artistica alla grafica, successivamente alla pittura e allo studio della figura. Già nei suoi primi lavori è evidente la ricerca di un linguaggio che si distanzi dalle correnti stilistiche a lui contemporanee. È proprio questa continua sperimentazione che lo porta negli anni a cimentarsi con diverse forme di linguaggio, affiancando la pittura alla scultura, alla cinematografia, al teatro e all’arte poetica, in un’ottica di “opera totale”. Con il passare degli anni le opere di Tonello diventano iconiche: composizioni eterogenee di figure, oggetti e immagini fatte di stratificazioni, inserzioni materiche, modificazioni dei supporti. Le tele vengono tagliate, strappate, rielaborate e successivamente ricomposte per evidenziarne la tridimensionalità. In questo modo diventano miniere di simboli, di codici e di significati che vanno oltre l’immediatezza della fruizione estetica, per esprimere il continuo interrogarsi sui valori culturali della realtà contemporanea.

Oggi Tonello ha al suo attivo svariate mostre in Italia, in Europa e fuori Europa; ha scritto e diretto gli spettacoli teatrali “Life” e “Sogni bisogni e altre virtù”, ed è autore della raccolta di poesie “Nato di Maggio”. Vive e lavora a San Giorgio in Bosco (PD).