Nell’ambito di una vasta operazione della Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, la Squadra Mobile di Bologna ha predisposto nel mese di febbraio 2025 una serie di servizi di polizia giudiziaria volti al contrasto del fenomeno della criminalità giovanile e all’identificare gli autori di gravi episodi delittuosi commessi a Bologna nel mese corrente.
Rapine in strada
In relazione alle numerose denunce di rapina in strada commesse nel centro storico di Bologna solitamente il sabato notte e formalizzate presso gli Uffici di Polizia del territorio, la Squadra Mobile ha predisposto un servizio nella notte compresa fra l’8 e il 9 febbraio 2025. Durante il servizio si procedeva all’arresto in flagranza per tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale di un minorenne italiano classe 2008, che con un coltello aveva provato a rapinare un ragazzo in via Galliera con l’aiuto di un complice, per poi opporre resistenza ai poliziotti che lo avevano bloccato. Grazie agli accertamenti successivi, si procedeva alla denuncia in stato di libertà del complice minorenne classe 2008 che dopo essere scappato è stato rintracciato presso la propria abitazione. A seguito dell’udienza di convalida veniva applicata la misura cautelare della permanenza domiciliare.
In seguito ad una rapina pluriaggravata commessa nel pomeriggio del 15 febbraio 2025 nel centro di Bologna in zona autostazione, ai danni di una giovane ragazza alla quale veniva asportato il cellulare, il 17 febbraio si procedeva al fermo di indiziati di delitto di due giovani tunisini classe 2009 e classe 2007, entrambi domiciliati presso Comunità per MSNA site sul territorio bolognese. In seguito all’udienza di convalida veniva applicata ai due stranieri la misura cautelare carceraria presso l’IPM di Bologna.
Tra il 12 e il 19 febbraio 22025 sono state commesse nr. 5 rapine pluriaggravate in zona Borgo Panigale a danno di persone anziane, che venivano agganciate nei pressi delle fermate degli autobus e seguite a volte anche all’interno delle abitazioni e a cui sono state sottratte collane d’oro. Dopo una serie di servizi dedicati è stato possibile individuare la banda criminale, il 19 febbraio, composta da 4 soggetti. Due di questi, un ragazzo rumeno classe 2010 e una sua connazionale di 23 anni, sono stati sottoposti a al fermo di indiziati di delitto in quanto riconosciuti in due episodi dalle vittime. I complici sono stati denunciati per ricettazione perché trovati in possesso della refurtiva, e sono in corso ulteriori accertamenti per valutare le loro responsabilità.
Controlli e perquisizioni presso le Comunità di minori stranieri del territorio
Durante un controllo presso la Comunità per MSNA ‘Villa Angeli’ di Sasso Marconi, sono stati tratti in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza tre giovani tunisini classe 2009, classe 2007 e classe 2007. I tre giovani si rendevano protagonisti di una violentissima aggressione nei confronti degli operatori di Polizia. Dopo l’udienza di convalida dell’arresto, ai tre stranieri veniva applicata la misura cautelare carceraria presso l’IPM di Bologna.
In seguito a diverse segnalazioni pervenute in Questura da operatori dei servizi sociali di Bologna, si procedeva al sequestro a carico di ignoti di 184,91 gr. di hashish, e di 5,1 gr. di MDMA, di alcuni coltelli e armi bianche, rinvenuti presso alcune Comunità per MSNA del comune di Bologna.
Infine, il 20 febbraio scorso veniva organizzato un servizio cosiddetto ad ‘alto impatto’ unitamente a personale del Reparto Prevenzione Crimine dell’Emilia Romagna Orientale e alle Unità cinofile della Questura, che ha permesso di controllare di nr. 5 comunità per minori e di eseguire nr. 34 perquisizioni giustificate sulla base degli accertamenti condotti sulle piattaforme social network, in cui son stati monitorati alcuni soggetti identificati che hanno pubblicato contenuti foto e video raffiguranti armi o episodi di violenza.
Per tutti i soggetti denunciati all’Autorità Giudiziaria, nelle more del completamento delle indagini e degli eventuali processi che seguiranno, vale il principio della presunzione d’innocenza.