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Ambiente: Modena aderisce al nuovo Patto dei sindaci


Ridurre le emissioni di CO2 del 40 per cento al 2030; realizzare un’analisi dei rischi ambientali e delle vulnerabilità del territorio; individuare le conseguenti azioni di mitigazione e adattamento. Sono questi i principali obiettivi del nuovo Patto dei sindaci per il clima e l’energia che il Comune di Modena si è impegnato a sottoscrivere con l’approvazione unanime del Consiglio comunale ottenuta nella seduta di giovedì 7 febbraio.

Il contenuto del Patto è stato illustrato al Consiglio dall’assessora all’Ambiente Alessandra Filippi che ha spiegato che “con l’adesione possiamo passare a scrivere il Piano d’azione, il programma di interventi che ci aiuterà a realizzare gli obiettivi per il quale il Comune metterà a disposizione risorse umane ed economiche e che prevede anche momenti di partecipazione dei cittadini per la condivisione delle scelte”.

L’adesione al nuovo Patto dei sindaci conferma e amplia gli impegni già presi all’amministrazione modenese che ha sottoscritto fin dal 2010 il primo Patto dei sindaci, nato dall’iniziativa europea Majors Adapt sulla spinta degli impegni del protocollo di Kioto. L’obiettivo di quel Patto era ridurre i consumi di energia e le emissioni di CO2 del 20 per cento al 2020. Nel 2011 il Comune ha redatto il primo Piano d’azione la cui applicazione si è conclusa nel 2015 e che ha portato, come certificato dal monitoraggio realizzato dall’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile, a una riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera in tonnellate equivalenti pari all’11,9 per cento in sei anni (dal 2009 al 2015), in linea con l’obiettivo di ottenere una riduzione del 20 per cento al 2020.

Il Patto dei sindaci, inglobando il piano Major Adapt per l’adattamento ai cambiamenti climatici, si è quindi trasformato nel nuovo Patto dei sindaci per il clima e l’energia, che tiene maggiormente conto del cambiamento delle condizioni climatiche e delle conseguenze che può causare per i territori, con scadenza al 2030 al quale il Comune di Modena ha, appunto, deciso di rinnovare l’adesione.

Aprendo il dibattito che ha portato all’approvazione, Simona Arletti (Pd) ha affermato che si tratta “di un importante atto politico di indirizzo che contiene un obiettivo alto e ambizioso: la riduzione del 40 per cento delle emissioni di CO2 al 2030 dopo che, col precedente Patto, abbiamo raggiunto, e forse possiamo superare, l’obiettivo del 20 per cento al 2020”. Per Arletti ora è necessario “individuare le azioni che, per il bene della nostra comunità, ci consentiranno di giungere al risultato, ad accrescere la capacità di resilienza del territorio”. Anche Diego Lenzini (Pd) ha sottolineato il forte valore non solo simbolico della sottoscrizione del Patto, che rappresenta “anche un impegno morale verso le prossime generazioni” da rispettare con scelte coraggiose da compiere, per esempio, sulla mobilità o sull’edilizia a saldo zero di CO2.

Secondo Alfonso Morandi (Forza Italia) l’obiettivo è molto ambizioso ed è necessario che il Comune metta a disposizione “le risorse umane ed economiche per raggiungerlo bene e presto”.

Marco Malferrari (SuM) ha richiamato anche la responsabilità personale rispetto a un impegno importante che guarda al futuro: “Ognuno deve fare la propria parte, si tratti del riscaldamento domestico o dei trasporti. Dobbiamo rendere sistematiche iniziative che oggi sono episodiche e simboliche”.




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