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Nei giorni scorsi a Bologna convegno di profilo internazionale sulle malattie mitocondriali


Tra le malattie rare quelle mitocondriali sono le più frequenti e rimangono spesso senza una diagnosi definita. Da qui l’importanza di diffondere la conoscenza su come si manifestano, quali sono le cause e le possibili cure.

A questo è stato dedicato sin dal 2012 il Programma strategico ER-MITO nell’ambito del Programma di ricerca Regione-Università della Regione Emilia-Romagna. Obiettivo principale è stata la creazione di una rete di specialisti neurologi dell’età pediatrica e adulta per definire un percorso diagnostico-terapeutico condiviso che descriva l’epidemiologia e sviluppi lo studio di basi molecolari e biomarcatori.

La Neuropsichiatria dell’Azienda Usl di Reggio Emilia, diretta da Carlo Fusco, ha avuto un ruolo di rilievo essendosi occupata di coordinare la raccolta di 50 pazienti pediatrici in ambito regionale. A coadiuvare il direttore nel progetto sono state le neuropsichiatre Ilena Maini dell’Ausl di Parma ed Emilia Ricci del Policlinico S. Orsola di Bologna.

La struttura di Neuropsichiatria reggiana rappresenta il centro di riferimento regionale per le malattie mitocondriali “Negli ultimi anni abbiamo seguito circa 30 bambini affetti da questo gruppo di patologie rare che presentano manifestazioni molteplici e insidiose con base genetica eterogenea” spiega Fusco “La difficoltà di diagnosi impone una conoscenza clinica molto approfondita per individuare il difetto genetico originario e offrire le terapie adeguate”.

Il convegno internazionale tenutosi a Bologna lo scorso 20 settembre è stata l’occasione per presentare e discutere i risultati di 3 anni di ricerche. Ad arricchirlo sono state le letture magistrali di esperti di caratura internazionale, il prof. Patrick Chinnery, direttore del Department of Clinical Neurosciences, e il prof. Massimo Zeviani, Medical Research Council, Mitochondrial Biology Unit – Università di Cambridge, UK. Alla tavola rotonda hanno contribuito i principali attori istituzionali tracciando l’assetto futuro della ricerca e dell’assistenza nella nostra regione.

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Nella foto, l’équipe medica del reparto di Neuropsichiatria Infantile del Santa Maria Nuova; da sinistra: Daniele Frattini, Grazia Gabriella Salerno, Carlo Fusco, Carlotta Spagnoli, Susanna Rizzi.




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