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Dall’oncologia e neurologia alla presa in carico dei pazienti con patologie croniche: Emilia-Romagna prima in Italia per numero di progetti finanziati


Prima Regione in Italia per progetti presentati,145, e per progetti approvati e finanziati, 35. Con una percentuale di successo (quasi 1 su 4 dei progetti avanzati è stato infatti accettato), superiore alla media nazionale.
L’Emilia-Romagna si colloca in vetta alla classifica del bando per la ricerca finalizzata 2016, indetto dal ministero della Salute, di cui ora sono stati resi noti i risultati. Più di 135 milioni di euro, oltre 54 dei quali destinati a progetti ideati da giovani ricercatori: questo l’ammontare complessivo delle risorse messe a disposizione, che finanziano in tutto il Paese 312 dei 1.561 progetti presentati e accettati.

Trentacinque, dunque, i progetti dell’Emilia-Romagna approvati, soprattutto nei campi della ricerca clinica in oncologia e neurologia, a cui vanno complessivamente quasi 15 milioni di euro: 14,3 dal Ministero e 600mila dalla Regione; risorse destinate a ricercatori del Servizio sanitario regionale, nello specifico delle Aziende Ospedaliero-Universitarie e degli Irccs, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.
In particolare, il co-finanziamento della Regione va a un programma di rete (uno dei 5 che, a livello nazionale, sono stati approvati), cioè a un progetto considerato altamente innovativo e con elevato impatto sul Servizio sanitario nazionale: nel caso dell’Emilia-Romagna riguarda l’efficacia di programmi per promuovere la presa in carico dei pazienti con patologie croniche e, oltre ai contributi regionali – 600mila euro- potrà contare su altrettante risorse ministeriali, per un totale di 1,2 milioni.

“Siamo orgogliosi di questo risultato, che premia i nostri ricercatori e tutto il nostro sistema sanitario- commenta il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. È un riconoscimento al valore dell’innovazione e della ricerca, su cui puntiamo fortemente, per migliorare sempre più la qualità delle cure e il livello dei servizi offerti, nell’interesse di tutti. Visti i finanziamenti necessari per la strumentazione, il personale, i laboratori, queste risorse sono vitali per consentire lo svolgimento di progetti di grande valore. E il fatto che più di uno su dieci di quelli finanziati provengano dall’Emilia-Romagna evidenzia il grande lavoro che in questa regione viene svolto nel campo della ricerca, medica ma non solo”.
“Fare ricerca significa arrivare a sconfiggere quanto prima le malattie mortali, promuovere il miglioramento continuo dell’assistenza e allungare la prospettiva di vita- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Significa guardare costantemente al futuro, il nostro e di quelli che verranno. Come Regione ci crediamo, fortemente, e facciamo la nostra parte: sostenere la ricerca è una scelta che premia, sempre”.

I progetti finanziati
Sui 35 progetti, 18 sono stati proposti – attraverso la Regione, che ha la responsabilità di validarne la rispondenza con quanto richiesto dal bando- dalle Aziende Ospedaliero-Universitarie; uno è il programma di rete e 16 arrivano dai quattro Irccs dell’Emilia-Romagna (Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia; Ior – Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna; Isbn – Istituto delle scienze neurologiche di Bologna e Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori –  Irst di Meldola). Mentre ai quattro Irccs i finanziamenti (6,8 milioni di euro) vengono attribuiti direttamente, i restanti 6,9 milioni vanno alla Regione, in qualità di destinatario istituzionale, che li trasferirà, in base ad apposite convenzioni, a sua volta alle Aziende sanitarie.
I 19 progetti che hanno come destinatario istituzionale la Regione riguardano i ricercatori delle Aziende Ospedaliero-Universitarie di Bologna (11 progetti per un totale di 4,4 milioni a cui si aggiunge il programma di rete finanziato con 1,2 milioni), Modena (1 per un totale di 432mila euro), Ferrara (4 progetti per un totale di 1 milione e 287mila euro), Parma (2 progetti per un totale di 795mila euro). Dodici progetti rientrano nella categoria “Progetti ordinari di ricerca finalizzata”, cinque in “Giovani ricercatori”, uno in “Progetti estero” e uno in “Programmi di rete”.
I 16 progetti dei 4 Irccs, e i relativi finanziamenti (totale 6, 8 milioni), risultano così distribuiti: 5 sono dell’Istituto delle scienze neurologiche del Bellaria di Bologna (Ausl di Bologna), a cui vanno complessivamente 2 milioni e 184milaeuro; 5 dell’Arcispedale di Reggio Emilia (per un finanziamento di oltre 2 milioni di euro); 4 dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna (1 milione e 723mila euro), 2 dell’Istituto Scientifico Romagnolo di Meldola (834mila euro circa).

Tra i progetti di ricerca, 16 sono quelli innovativi, mirati all’avanzamento delle conoscenze, mentre 18 riguardano il trasferimento di innovazioni nella clinica e nei servizi sanitari.
I progetti mirati all’avanzamento delle conoscenze sono nei seguenti ambiti: oncologia (9 progetti), neuroscienze (2 progetti), biologia cellulare, genetica, scienza molecolare (4 progetti), identificazione di agenti epatotossici (1 progetto).
I progetti clinico-assistenziali e organizzativi sono mirati allo studio di nuove strategie di screening, diagnostiche e terapeutiche in oncologia (5 progetti), neuroscienze con particolare attenzione all’epilessia, malattia di Parkinson e narcolessia (3 progetti), valutazione di tecniche innovative di imaging o chirurgiche (3 progetti), valutazione di nuove tecniche e metodologie per il miglioramento dei servizi sanitari (3 progetti), valutazione di nuove strategie diagnostiche e terapeutiche in ambito cardiovascolare, endocrinologico, patologie muscoloscheletriche, malattie infettive (4 progetti).

Il nuovo bando della ricerca finalizzata 2018
Con il bando della ricerca finalizzata 2018 il ministero della Salute mette a disposizione dei ricercatori del Servizio sanitario nazionale 95 milioni di euro, 50 dei quali dedicati ai giovani under 40 e under 33. Tutte le proposte di progetto inquadrate nel nuovo bando devono avere durata triennale, un esplicito orientamento applicativo e devono fornire informazioni utili a indirizzare le scelte dell’assistenza sanitaria pubblica, dei pazienti e dei cittadini.
Anche quest’anno la Regione Emilia-Romagna cofinanzia assieme al ministero della Salute due programmi di rete, di cui uno sulla valutazione di interventi per migliorare gli esiti clinici e ridurre le resistenze antibiotiche e l’altro su nuovi approcci metodologici e valutativi al paziente terminale. L’Agenzia sanitaria e sociale regionale ha recentemente incontrato i ricercatori del Servizio sanitario dell’Emilia-Romagna per illustrare il bando 2018, in particolare le novità rispetto al precedente, e dare alcune indicazioni operative per la presentazione dei progetti.




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