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Castelnovo Monti: procede il Progetto Sant’Anna plus


Lo stato di avanzamento del Progetto Sant’Anna plus, dedicato allo sviluppo e al potenziamento delle attività clinico-assistenziali dell’ospedale di Castelnovo Monti, è stato illustrato questa mattina a Palazzo Allende  dal presidente della Provincia e della Conferenza territoriale sociale e sanitaria Giammaria Manghi e  dai direttori del Presidio ospedaliero Azienda Usl–Irccs di Reggio Emilia del Distretto di Castelnovo Monti Giorgio Mazzi e Sonia Gualtieri, insieme ai sindaci di Castelnovo Monti e Toano, Enrico Bini e Vincenzo Volpi, ed alla presidente del Comitato consultivo misto del Distretto di Castelnovo Monti Laura Rinaldi.
“A quasi sei mesi dall’attivazione del programma è doveroso rendere conto dello stato di avanzamento di questo progetto speciale destinato all’ospedale Sant’Anna, delineato all’interno del percorso che in estate dovrebbe portare all’approvazione del terzo Piano attuativo locale (Pal) della sanità reggiana che definirà l’identità e la connotazione di tutti e sei gli ospedali reggiani all’interno della nuova azienda unica”, ha esordito il presidente Manghi.

“Dal percorso del Pal, nei mesi scorsi abbiamo deciso di stralciare il Progetto Sant’Anna plus, relativo ai 4 milioni destinati dalla Regione Emilia-Romagna, proprio per assicurare una corsia preferenziale alla montagna ed al suo ospedale – ha aggiunto – E’ un progetto suddiviso in quattro aree,  nelle quali declinare una serie di azioni sulla base dei fondi assegnati, di cui oggi diamo conto per ragioni di trasparenza e di serietà rispetto agli impegni presi e che, a poco meno di sei mesi,  offre già elementi rilevanti che confermano il potenziamento, per servizi e personale, dell’offerta sanitaria complessiva in montagna: oggi il Sant’Anna ha infatti 3 medici e 7 infermieri in più, e altri 3 medici e 3 infermieri saranno assunti a breve, e presenta un service-mix decisamente superiore a ospedali di pari livello”.

Importante, per il presidente Manghi, “anche l’allargamento dell’apposito gruppo costituito a livello istituzionale per accompagnare in un monitoraggio costante lo sviluppo del Sant’Anna a tre persone indicate dal sindaco di Castelnovo Monti, in quanto espresso democraticamente dalla volontà popolare, che rappresentano una apertura al confronto e al dialogo, non dovuta e opzionale, ma che riteniamo importante per assicurare un rapporto diretto con la comunità locale”. Oltre a rappresentanti della Ctss, del Comune, dell’Ausl e del Comitato misto-consultivo, nel gruppo di monitoraggio sono infatti entrati anche Gianni Grisandi, che proviene dal volontariato territoriale, il neurologo Mario Attolini e la dottoressa Clara Domenichini, “tre ingressi che aprono le istituzioni e la sanità a un confronto vero”.

I primi risultati del Progetto Sant’Anna plus sono stati illustrati dal direttore del Presidio ospedaliero Azienda Usl–Irccs di Reggio Emilia Giorgio Mazzi. Nell’area dell’emergenza-urgenza “è prevista la ristrutturazione completa del pronto soccorso grazie a 2 milioni stanziati dalla Regione, a cui si aggiungo 800.000 euro dell’Ausl per la realizzazione di una sede provvisoria nella fase di cantiere, di cui è in corso la progettazione: l’attivazione della nuova struttura, che aumenterà il comfort ma consentirà anche il lavoro in team, è prevista nell’agosto 2020, mentre già da dicembre è stata attivata a fianco dell’automedica una ambulanza professionalizzata con infermiere a bordo che dal 16 aprile è attiva 24 ore su 24 sette giorni su sette grazie all’assunzione di 6 infermieri”.

Per quanto riguarda invece la chirurgia elettiva e specialistica, “sono state aggiunte 2 sedute al mese in più di chirurgia oculistica, che significa 18 interventi,  prevalentemente cataratte, in più al mese; da febbraio è stata allungata dalle 14 alle 16 l’apertura delle sale operatorie e a marzo è iniziata l’attività di chirurgia otorinolaringoiatrica, che comporta la creazione a Castelnovo Monti di una struttura dipartimentale destinata a diventare il centro provinciale di tutta la chirurgia audiologica”.

“Nell’area materno-infantile – ha proseguito il direttore Mazzi  – è stato attivato un mezzo dedicato al trasporto materno assistito e sono state potenziate le attività consulatoriali da 48 a 60 ore settimanali: 40 le visite effettuate in cinque mesi dall’ostetrica a domicilio, 2 le occasioni in cui è stata utilizzata la foresteria e 40 anche le consulenze a donne gravide effettuate al Sant’Anna, con 13 trasferimenti con mezzo professionalizzato al centro Hub”. Per quanto riguarda le nascite, 124 i parti di donne residenti nel distretto di Castelnovo Montio dal 15 ottobre al 30 aprile: 91 hanno partorito a Reggio Emilia, 18 a Scandiano, 8 a Sassuolo, 6 a Montecchio e 1 a Guastalla.

Per quanto riguarda infine la prevenzione-riabilitazione, “è stato avviato il percorso che a dicembre porterà alla inaugurazione di un nuovo Centro di prevenzione cardiovascolare con l’inserimento di un cardiologo in più in equipe”.

Tutto questo impegno ha fatto sì che il numero complessivo di interventi chirurgici svolti nelle varie discipline al Sant’Anna sia salito da aprile 2017 ad aprile 2018 da 278 a 336, destinati a salire ulteriormente con l’attività otorinolaringoiatrica.

“Soddisfazione per tutti questi risultati e un ringraziamento anche alla Provincia e agli distretti per aver permesso l’attivazione in anticipo del potenziamento del Sant’Anna” sono stati espressi dal sindaco Enrico Bini, che ha tenuto a ricordare come “grazie alla strategia per le aree interne, anche altre azioni miglioreranno la sanità in Appennino: l’infermiere di comunità che partirà sul comune di Ventasso per attivare un presidio con le popolazioni di alta montagna, la Casa della salute di Toano e due posti-letto di cure palliative nella Rsa di Castelnovo Monti”.

“Come presidente pro tempore della Provincia, e dunque anche della Ctss, il mio obiettivo è quello di non chiudere alcun ospedale e qualificare le strutture esistenti e il progetto Sant’Anna plus va in questa direzione, dimostrando coerenza tra impegni presi e azioni sviluppate – ha concluso il presidente Giammaria Manghi –  Si procede dunque nello sviluppo di una idea innovativa di sanità, per la quale dentro a un polo unico ospedaliero le equipe si muovono sul territorio: se professori e specialisti apprezzati si spostano dal Santa Maria e vanno in montagna a fornire le proprie prestazioni, significa che non siamo di fronte a riduzioni o chiusure, ma che dobbiamo comprendere anche culturalmente il significato di questa idea di nuovo ospedale unico che nella mobilità dei professionisti vede l’asse portante di un piano destinato a migliorare il sistema sanitario nel suo complesso”.

“Dobbiamo comprendere che l’unificazione delle due aziende non significa semplicemente sommare giuridicamente o amministrativamente più stabilimenti ospedalieri, ma creare davvero un unico polo ospedaliero di 1.500 posti letto, articolato su più sedi: un unico ospedale reggiano con padiglioni non a venti metri, ma ad alcuni chilometri di distanza – ha aggiunto il direttore Mazzi – I cittadini, i pazienti e gli operatori della sanità devono percepire che questa opportunità di movimento, anche per i professionisti, è il modo migliore per valorizzare 6 ospedali e 8 blocchi operatori sicuramente in condizioni confrontabili con le migliori strutture nazionali e per sfruttare al meglio le strutture e le tecnologie, pubbliche e private, di cui disponiamo”.




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