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Il Comitato “Salviamo Le Cicogne” e il gruppo “Insieme per il Sant’Anna” in merito al punto nascite di Castelnovo Monti


“È una nostra impressione o è ormai evidente che l’azienda Ausl di Reggio Emilia brancoli nel buio quando si parla di punto nascite di Castelnovo Monti? A forza di non volerne parlare non ci si è resi conto dell’assurdo creato in montagna. Fermatevi e ripartite! Occorre la capacità, e umiltà, da parte dell’Ausl di rivedere e riprogrammare il discorso nascite a livello provinciale! Rimettere la guardia ginecologica h24, a questo punto, sarebbe solo dannoso e un goffo tentativo di tamponare una mancanza creata dall’azienda stessa. Occorre la capacità di una riorganizzazione seria e a lungo termine. Se il dottor Nicolini non ne è capace, se non se la sente o semplicemente se non può… che se ne vada a casa!
Che siano 5, 10 o 40 i minuti di attesa di una partoriente per l’elisoccorso, mai arrivato, comunque sono troppi! Bisogna prendere in seria considerazione il modello Guastalla-Reggio-Castelnovo Monti: tre centri con punto nascite e assistenza pediatrica che garantiscano la tutela sanitaria della mamma e del bambino, e di tutte le emergenze-urgenze che possono presentarsi in una popolazione, in questo caso la gestante può accedere direttamente al pronto soccorso e alla struttura sanitaria senza dover aspettare o a casa o in una piazzola”.

Il Comitato “Salviamo Le Cicogne”

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“Una signora in stato di gravidanza che voleva velocemente capire la natura dei sintomi accusati per sapere se preoccuparsi o meno e quindi procedere a eventuali successivi interventi, si è trovata a dover aspettare su un’ambulanza, di notte, l’arrivo di un elicottero, che di solito è previsto per i casi più gravi, e che non è mai arrivato. Quindi è stata portata a 50 km di distanza per sapere dopo ore che non era nulla di preoccupante. Leggendo questa storia nessuno potrebbe immaginarsi che a pochi metri c’era un ospedale che però non poteva darle assistenza. Abbiamo assistito a Castelnovo Monti ad una commedia dell’assurdo che lascia a tutti angoscia e amarezza!

“Insieme per il Sant’Anna” con il Comitato “Salviamo Le Cicogne” condividono la presa di posizione del sindaco Bini. Davanti a questo evidente episodio di disservizio è assolutamente necessario chiedere tutti i chiarimenti possibili, sotto qualsiasi forma, per quanto riguarda l’accaduto; è un atto dovuto nei confronti dei cittadini a cui il sindaco deve rispondere come responsabile dei servizi sanitari del Comune. La reazione dei dirigenti Ausl è  irrispettosa e quasi intimidatoria nei confronti delle decisioni del sindaco che come primo cittadino deve essere libero di avere un quadro esatto e preciso dell’accaduto alla signora di Gatta, che, non essendo residente nella nostra regione, non può essere censita e monitorata secondo il famigerato e assurdo protocollo in atto.

E’ ovvio che la tanto evocata “sicurezza” non possa essere garantita su quattro ruote o in volo, ma da una efficiente turnazione del personale dell’ospedale con il Santa Maria, come da noi proposto e richiesto a tempi dovuti.

Certo le modalità con cui gli stessi hanno proceduto per dare l’informazione sulle decisioni prese “alle nostre spalle “ non lascia spazio a molta fiducia.

Si pensi alla la chiusura definitiva del Punto Nascite che ci è stata annunciata il giorno stesso in cui era prevista la riapertura del reparto dopo la chiusura provvisoria che nemmeno gli stessi operatori sanitari mettevano in dubbio; la riduzione del servizio di ginecologia, oggi H 12, dopo le dichiarazioni che nulla di altro sarebbe stato modificato, è stata resa nota solo attraverso le esperienze delle pazienti e non ufficialmente dall’Azienda alle Istituzioni e ai cittadini, tanto che neppure il sindaco ne era al corrente.

A questo punto siamo noi cittadini della montagna ad essere offesi dall’atteggiamento “ fare senza dire” dell’Azienda. Da oggi noi dobbiamo chiedere spiegazione di ogni decisione presa e pretendere sempre la massima trasparenza; noi dobbiamo chiedere che vengano messi da parte tutti gli interessi politici -partitici non allineati alla difesa di tutto l’ospedale Sant’Anna; noi dobbiamo ulteriormente esortare i sindaci dell’Unione dei Comuni a battersi per la riapertura del Punto Nascite e per la tenuta di tutti i reparti del Sant’Anna.

Massima fiducia ai 7000 dipendenti AUSL di Reggio Emilia, mentre la direzione dovrà riconquistare la nostra stima. Aspettiamo impazienti migliori provvedimenti”.

Il gruppo “Insieme per il Sant’Anna”




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