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I Carabinieri di Novellara intercettano banda delle casseforti: recuperata auto rubata con “kit”


 
 
Ieri sera poco prima delle 18,00 i Carabinieri della stazione di Novellara, coadiuvati dal nucleo radiomobile della compagnia di Guastalla, hanno intercettato una banda di malviventi appartenenti a una delle batterie cosiddette “banda delle casseforti” che all’imbrunire  accedono all’interno delle abitazioni razziando preziosi e danaro custoditi all’interno di casseforti che riescono ad aprire con l’utilizzo dei flessibili per poi fuggire a bordo di auto che talvolta rubano dalle pertinenze delle stesse abitazioni prese di mira grazie alle chiavi che reperiscono all’interno delle case. L’allarme intorno alle 17,50 a seguito della segnalazione della presenza a San Rocco di Guastalla dell’autovettura Renault Capture, rubata un mese fa a Sant’Ilario d’Enza, già oggetto di ricerche tra la bassa reggiana e mantovano ma anche nel distretto ceramico reggiano – modenese, in quanto era nella “black list” dei carabinieri reggiani che da settimane ne stavano seguendo i movimenti per intercettarla in quanto gli occupanti erano stati segnalati quali autori di furti in abitazione. Immediata nella zona convergevano varie pattuglie del compagnia di Guastalla tra cui quella della stazione di Novellara che in località San Berardino di Novellara intercettavano l’auto con a bordo tre malviventi dando vita a un inseguimento a folli velocità conclusosi dopo alcuni chilometri quando i malviventi tallonati dai carabinieri optavano per abbandonare l’auto e fuggire a piedi per i campi. Che i tre malviventi appiedati dai Carabinieri appartenessero ad una batteria appartenente al più nutrito e famigerato popolo della banda delle casseforti è stato rivelato dal rinvenimento del kit in uso a tali malviventi costituito non solo da strumenti da scasso (cacciaviti, piedi di porco e tenaglie) ma anche da accessori per il travisamento (cappellini di lana  e passamontagna) nonché da flessibili solitamente utilizzati per aprire le casseforti. Un recupero fruttuoso quello dell’autovettura rubata secondo i Carabinieri, soprattutto sotto l’aspetto investigativo. Al riguardo sull’autovetture e sugli strumenti da scasso sequestrati i carabinieri hanno proceduto ai dovuti rilievi per cercare di trovare anche in sede scientifica una svolta investigativa in quanto gli operanti hanno proceduto all’esaltazione delle impronte digitali che verranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Parma per le indagini di comparazione con i soggetti pregiudicati censiti in Banca Dati.



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