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A Reggio Emilia brusco calo nell’accesso al credito


“L’accesso al credito, soprattutto per le pmi, continua a essere un problema molto serio. In un contesto già molto complesso e pesante, persiste il trend negativo dei prestiti all’artigianato e ai piccoli in genere, in più, il costo del denaro per le piccole imprese è più alto rispetto alle grandi mentre le sofferenze calano per i piccoli e crescono per le grandi. Non sarebbe il momento che gli istituti di credito tornino a fare il loro mestiere?”

Gilberto Luppi, Presidente Generale Lapam Confartigianato, non usa le armi della diplomazia per commentare i dati resi disponibili grazie alla collaborazione dell’ufficio studi nazionale Confartigianato Lapam con Artigiancassa. Dati che indicano a giugno 2017 uno stock di prestiti lordi alle imprese artigiane di 41 miliardi di euro, in diminuzione in un anno di 2,5 miliardi, pari al -5,8% (era -4,5% il trimestre precedente e -5,8% un anno prima). A Reggio Emilia questo dato è molto pesante: lo stock dei prestiti lordi alle imprese artigiane è di 558 milioni di euro, con un calo del 7,8% rispetto a un anno prima. Di più a Reggio Emilia il calo è costante da anni, come e più che nel resto d’Italia, con una tendenza congiunturale negativa. Il -7,8% di giugno 2017 è peggiore rispetto al dato fatto registrare a marzo (-7,4%) e un anno prima (-6,8%) e il peggior dato dal 2014.

Il calo dei prestiti alle imprese, in questo caso i dati sono nazionali, concentrato sul segmento di piccola dimensione è influenzato da maggiore difficoltà di accesso al credito: nel settore manifatturiero il saldo di opinione sull’accesso al credito delle micro e piccole imprese a settembre 2017 rimane negativo (-2,5%) mentre è positivo per le imprese medie (1,5%) e grandi (3,0%). La maggiore difficoltà di accedere a strumenti di finanziamento bancario non è da considerarsi conseguenza della minore qualità del credito delle piccole imprese che presentano una quota di crediti deteriorati del 25,5%, inferiore di 2,7 punti percentuali rispetto al 28,2% di una impresa medio-grande. In parallelo una piccola impresa, in media nazionale, paga un tasso di interesse effettivo pari al 7,07% superiore di 301 punti base rispetto al 4,06% pagato da una impresa medio-grande. In Emilia Romagna questo dato è al 6,33%, di 265 punti base più alto per i piccoli rispetto alle imprese di maggiori dimensioni, un dato comunque molto alto.

“La situazione di Reggio Emilia – osserva il Presidente Lapam Confartigianato – resta allarmante: il calo dei prestiti alle imprese artigiane è indice di una sofferenza e di una difficoltà ad accedere al credito per le piccole imprese artigiane e a una propensione a investire più bassa che in passato, a causa delle prospettive incerte. E’ vero che restiamo a ridosso delle migliori 20 province in Italia (confermando il ventiduesimo posto) in questa classifica, ma il peggioramento della situazione è purtroppo evidente. Reggio Emilia – conclude Luppi – fa registrare un calo simile a quello di altre province che hanno una grande propensione all’artigianato. E’ quindi necessario far sì che il sistema creditizio sia più attento alle piccole e medie imprese artigiane, che sotto questo profilo stanno ancora pagando un dazio troppo pesante”.

 




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