D’ora in poi la programmazione delle attività estrattive sul territorio modenese avverrà attraverso una percorso coordinato tra Provincia e Comuni che ridurrà i tempi burocratici garantendo anche una migliore gestione dei lavori. Questo grazie all’accordo approvato di recente dal Consiglio provinciale con l’astensione dell’opposizione di centrodestra.


“Le nuove procedure – ha spiegato Alberto Caldana, assessore provinciale all’Ambiente – prevedono la possibilità di un unico piano a livello provinciale per le attività estrattive che avrà valore anche per i singoli Comuni che lo richiedono. E’ una opportunità prevista dalla legge regionale che consente di accelerare e sburocratizzare il percorso di approvazione, senza penalizzare la partecipazione dei Comuni stessi. Con le vecchie procedure – ha sottolineato Caldana – è accaduto anche che alcuni Comuni abbiano approvato il piano estrattivo comunale dieci anni dopo quello provinciale, mettendo in discussione tutta la programmazione che impone un equilibrio tra fabbisogni e autorizzazioni a scavare”.

Il piano provinciale potrà avere valore anche comunale al termine di un percorso condiviso che prevede diversi momenti di confronto, a partire dalle apposite convenzioni che saranno discusse dai Consigli comunali.

Durante il dibattito Giorgio Barbieri (Lega nord) si è augurato che l’intesa “permetta di controllare meglio questo settore così delicato, evitando devastazioni e danni per l’ambiente”, concetto ripreso da Cesare Falzoni (An), mentre Dante Mazzi (FI) ha chiesto una maggiore uniformità con altre Province della regione sulle regole delle escavazioni. Anche Ivano Mantovani (Ds) e Lorella Vignali (Ds) hanno posto l’accento sulla necessità di intensificare i controlli.